Cristo è la nostra guida

20 luglio 2012 / 20 luglio 2017
5 anni di pentecostalinelmondo.it
Cristo è la nostra guida,
la nostra legge e l’Evangelo della grazia,
la nostra terra è il cielo.
Camminiamo come pellegrini in terra straniera,
per la Via della Verità che ci conduce alla Vita eterna.
Non già per nostri meriti ma perché Egli ci ha cercati per primo
e giustificati per fede a nuova vita.
Tribolati in ogni maniera ma non ridotti all’estremo,
mai abbandonati.
Portando ogni giorno in noi la morte di Cristo,
perché anche la vita di Cristo si manifesti nel nostro corpo,
al fine di testimoniare alla generazione di questo tempo
Che Cristo è il Signore alla gloria di Dio Padre.
5 Era il 20 luglio 2012 allorquando nasceva questa missione pentecostalinelmondo.it (e nella versione inglese pentecostalsintheworld.org). E gloria a Dio perchè dopo 5 anni il bilancio spirituale è abbondantemente positivo. In qualche modo, la tecnologia ha ampliato il modo di servire Cristo, fermo restando che la base resta il contatto a viso con le persone, secondo l'insegnamento di Cristo: andare e servire come il Maestro è venuto tra la gente per servire e testimoniare del Padre. Gloria a Dio perchè questa è stata l'occasione per approfondire la Parola e ancora testimoniare che "Gesù Cristo è lo stesso ieri, ed oggi, e in eterno" (Ebrei 13:8). Crediamo che la Via passi tra la gente, per quanti malati, hanno bisogno del tocco di Lui, il Creatore, Colui che ha soffiato le stelle e le chiama per nome, una per una. Per questo, ringraziamo Dio per ogni cosa. Piaccia al Signore continuare a portarci avanti come servi, operai, discepoli ed ambasciatori di Cristo in questo tempo.
Le missioni, da sempre, vivono per fede, giorno per giorno, imparando così a dipendere da Dio che nella sua fedeltà in qualche modo provvede.
Anche per noi è tempo di spese per continuare a sostenere questa presenza evangelica, in parte via web ma soprattutto tra la gente. Prima di tutto, preghiamo gli uni per gli altri. Poi, se potete ed avete in cuore di fare una offerta libera:
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oppure tramite il tasto "Donazioni" anche per maggiori informazioni.
Dio non ha bisogno dei nostri soldi; anzi, Dio non ha bisogno di nulla. Ma offrire per la causa dell'Evangelo è ringraziare Dio per quello che ogni giorno ci provvede e consentire ad altri di operare per Cristo. A Dio tutta la gloria. Dio ci benedica.
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"Poichè noi siamo stati fatti partecipi di Cristo, se pur riteniamo fermo infino al fine il principio della nostra sussistenza" (Ebrei 3:14).
"Io mi meraviglio che, si tosto, da Cristo che vi ha chiamati in grazia, voi siate trasportati ad un altro vangelo. Non che ce ne sia un altro; ma vi sono alcuni che vi turbano, e vogliono pervertire l'evangelo di Cristo. Ma, quand'anche noi, od un angelo del cielo, vi evangelizzassimo oltre a ciò che vi abbiamo evangelizzato, sia anatema. (...) l'evangelo che è stato da me evangelizzato, non è secondo l'uomo ... ma per la rivelazione di Gesù Cristo" (Paolo ai Galati, cap. 1:6-12). Nel Cristianesimo vero, la gloria appartiene esclusivamente a Dio. Ma la natura umana è corrotta ed il cuore dell'uomo insanabilmente malvagio. Ecco che da sempre, la Chiesa è tentata e messa alla prova da false dottrine. Intanto, spesso viene chiamata chiesa in senso cristiano quella che chiesa non è in senso biblico. Ma anche nella chiesa - Corpo di Cristo e sposa - si intromettono "falsi fratelli" (Galati 2:4) e false dottrine, estranee e contrarie alla Parola di Dio. Per questo, non tutto Israele è Israele ed il fuoco è acceso in mezzo a noi che ricerchiamo con tutto il cuore la sua faccia e amiamo la Parola. "Poichè noi non abbiamo il combattimento contro a sangue e carne; ma contro ai principati, contro alle podestà, contro ai rettori del mondo, e delle tenebre di questo secolo, contro agli spiriti maligni, nei luoghi celesti" (Efesi 6:12). Vero è anche che molti perseguono interessi personali di prestigio ed economici, sfruttando le denominazioni e rincorrendo posizioni ed incarichi: "falsi fratelli" "che stimano la pietà esser guadagno” (1 Timoteo 6:5). Un insegnamento ci riviene dalle Lettere alle chiese di Pergamo e di Tiatiri che avevano in seno la dottrina di Balaam, dei Nicolaiti e della falsa profetessa Iezabel (Apocalisse cap. 2). Con il rischio di avere chiese dove dentro si tiene un culto di adorazione che Dio non gradisce e dove Cristo è fuori: " ecco, io sto alla porta, e picchio" (Apocalisse 3:20). Da un lato, Dio ci conceda la guida dello Spirito Santo per discernere ogni cosa e rimanere fedeli a Cristo ed all'Evangelo della Grazia. Dall'altro, non meravigliamoci. Dio stesso ci ha già messo in guardia da quanto accade e ancora accadrà negli ultimi tempi; e per questo, il Messia ebbe a dire: "Ma quando il Figliuolo dell'uomo verrà, troverà egli pur la fede in terra?" (Luca 18:8). "Chiunque si rivolta, e non dimora nella dottrina di Cristo, non ha Iddio; chi dimora nella dottrina di Cristo ha e il Padre, e il Figliuolo" (2 Epistola di Giovanni verso 9).
Ebbi fame e mi deste da mangiare.
"E come egli fu presso della città, vedendola, pianse ..." (Luca 19:41). "E Gesù lagrimò" (Giovanni 11:35). Davanti alla città di Gerusalemme ed in occasione della morte di Lazzaro, Gesù pianse. Il Messia è Dio ma è anche sceso tra noi in perfetta forma umana; "perfetta" nel senso che in tutto e per tutto ha vestito la nostra umanità, senza mai peccare. Isaia cap. 53 profeticamente descrive chiaramente il Dio che si è fatto uomo, assumendo su di sè la colpa del peccato di Adamo; ma anche ogni dolore, ogni sofferenza, sino alla crudeltà della Croce ed ancora sino agli abissi delle tenebre della morte. Talchè Egli è familiare con i nostri dolori e si ricorda che siamo fili d'erba fragilissimi, che siamo vapore d'un breve istante. Ma perchè Gesù piange nei due episodi richiamati? qual è il filo conduttore che lega questi passi biblici del Nuovo Testamento? "tu non hai riconosciuto il tempo della tua visitazione" (Giovanni 19:44). "Che voglion dire quelle ferite, che tu hai in mezzo delle mani? Ed egli dirà: Son quelle che mi sono state date nella casa de' miei amici" (Zaccaria 13:6). "la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce" (Giovanni 3:19). Il popolo d'Israele era e resta il popolo eletto; ma un popolo da sempre "dal collo duro", ribelle, che nonostante le oltre trecento profezie del Vecchio Testamento sulla venuta del Messia, per la durezza del proprio cuore e per la propria ipocrisia religiosa, non riconosce "la luce" e rigetta Cristo sino allo scandalo della Croce. "E tutto il popolo, rispondendo, disse: Sia il suo sangue sopra noi, e sopra i nostri figliuoli" (Matteo 27:25). Israele tutto (così richiamando il sacrificio dell'agnello nel Vecchio Testamento) diventa il sacerdote che sacrifica l'Agnello purissimo al Padre: "per la lor caduta è avvenuta la salute a' Gentili", "e tu, essendo ulivastro, sei stato innestato in luogo loro, e fatto partecipe della radice" (Romani 11:11-17). Gesù piange il dolore dell'incredulità, della malvagità e della durezza del cuore. La stessa incredulità che ancora oggi porta gli uomini a rigettare la VIA della VERITA' tracciata duemila anni fa ma ancora oggi l'unica VIA che conduce al Padre Nostro. Signore aiutaci a fortificarci nello Spirito Santo e guidaci verso una testimonianza sana, per testimoniare che ancora oggi il buon profumo di Cristo è l'unica Via, l'unica Verità e l'unica speranza per questa generazione.


