Pentecostali nel mondo

Roma, Giovedì 14 Maggio 2026 18:09

Il combattimento contro le tenebre di questo secolo

combattimenti, tenebre, spiriti maligniIl combattimento contro le tenebre di questo secolo. Guerra spirituale. Spiriti maligni. 

Diverse circostanze ci hanno condotto a riflettere e scrivere su un argomento che potrebbe sembrare di altri tempi ed invece è ancora oggi di piena attualità. Come servi di Cristo, il punto di riferimento è sempre la Sacra Bibbia, Parola di Dio e gli insegnamenti che per essa il Signore ha voluto donarci. La guida dello Spirito Santo è il faro che ci tiene in cammino per la Via della Verità. Come Cristo rispose al diavolo nella tentazione - “sta scritto” (Matteo 4) - così anche noi vogliamo rimanere nella Parola e non andare oltre.

Per l’argomento di grande delicatezza affrontato, è bene premettere che non c’è contrarietà alcuna alla medicina ufficiale e che anzi rappresenta la grazia di Dio che ha dato agli uomini intendimento per curare malattie e sofferenze (l’evangelista Luca era un medico). Pertanto, se avete un problema di salute, rivolgetevi al vostro medico o specialista di fiducia.   

Tuttavia, è possibile che una persona sofferente, nonostante tutti gli accertamenti clinici abbiano dato esito negativo, continui a star male. O, al contrario, pur diagnosticata una certa malattia, la cura non abbia avuto alcun effetto o un effetto molto blando e provvisorio.

Il problema potrebbe allora consistere proprio in una influenza demoniaca.

Avvertenze. Il presente articolo non ha pretese di valore scientifico, bensì esprime un punto di vista squisitamente cristiano fondato sulla Sacra Bibbia.

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Versi di riferimento della Parola di Dio.

Perché il vostro combattimento non è contro sangue e carne ma contro spiriti, potestà, tenebre .. (Efesini 6:12 e ss.).

... quivi era una donna che aveva uno spirito di infermità già da diciotto anni, ed era tutta piegata, e non poteva in alcun modo raddrizzarsi. (...) E Gesù ... pose le mani sopra di lei, ed ella in quell'istante fu raddrizzata e glorificava Dio. (...). E non conveniva egli sciogliere da questo legame, in giorno di sabato, costei ch'è figliuola d'Abraamo, la quale Satana aveva tenuta legata lo spazio di diciotto anni? (Luca:13:10-16).

Gesù dà ai discepoli autorità sopra i demoni e di guarire le malattie. (Luca 9:1 – Matteo 10:8).

Siate sobri, vegliate; perché il vostro avversario, il diavolo, a guisa di leone ruggente, va attorno, cercando chi egli possa divorare. (1 Pietro 5:8).

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Dove tutto ha avuto origine, la Genesi.

Dio ha creato l’uomo e lo ha formato a propria “immagine e somiglianza” (Genesi 1:26-27), dotato di Spirito (pneuma), Anima (psiche) e Corpo. Nell’Eden, l’armonia regnava, fino a quando la disubbidienza alla Parola che Dio aveva data non fece entrare nell’uomo il peccato e le sue conseguenze. E’ in queste origini che capiamo lo strumento utilizzato da Satana per travolgere l’uomo: l’inganno. Satana attacca l’uomo attraverso l’inganno e lo trascina lontano dal suo creatore.

Chi è Satana? (anche indicato nella Bibbia con alti nomi come Diavolo, Distruttore, Serpente antico, Tentatore, Belzebub, ecc.) è il principe degli angeli ribelli, chiamati anche demoni o spiriti maligni. E’ un essere personale, con secolari conoscenze, dotato di una propria volontà malvagia; di lui la Bibbia parla molto chiaramente. Probabilmente, era l’angelo di Dio più importante, chiamato anche Lucifero (portatore di luce, mille luci) che ad un certo punto si insuperbì, volendo essere come Dio o addirittura prenderne il posto (Apocalisse 12). Cacciato insieme a tutti i suoi seguaci, abita nell’aria (Efesini 2:2), dove l’orgoglio e l’ambizione lo spingono a tentare ed ingannare gli uomini per essere adorato (Matteo 4:9) come “l’Iddio di questo secolo” (2 Corinzi 4:4); cosa che per un tempo accadrà con la venuta dell’anticristo (Apocalisse 13:4).

Gli angeli di Satana sono i demoni o spiriti maligni. Sono gettati nel mondo e lo influenzano malignamente. Hanno un certo potere e l’autorità di operare sulla terra in questo tempo; posseggono conoscenze sia per i secoli trascorsi che della Parola di Dio nonché dal guardare ed ascoltare gli uomini. Hanno conoscenze ancestrali e poteri di operare segni soprannaturali tali da ingannare gli uomini. Un altro punto importante: i demoni sanno chi è Dio, sanno chi è Cristo, sanno chi è lo Spirito Santo e sanno riconoscere i credenti, i figli di Dio (Atti degli Apostoli 19:13 e ss.).

Satana e i suoi angeli non possono attaccare Dio ma attaccano la chiesa, il popolo di Dio.

Satana ha ingannato Eva ma il senso è che ha ingannato l’umanità, della quale è il grande accusatore.

Quindi, ancora oggi, l’influenza di Satana sulla società, sulle famiglie, sulle chiese e sulle persone è un fatto reale.

Ma come riconoscere la presenza di un demone? A volte c’è evidenza ma non sempre.

Come Satana attacca le persone? creando disturbi, attacchi, oppressioni, controllo del corpo e del comportamento.

Intanto, dobbiamo distinguere una gradualità nell’intervento di Satana che va dal disturbare e/o influenzare la persona sino alla forma più profonda di possessione demoniaca dove la volontà del soggetto è pressoché annullata; questo perché la possessione può essere parziale, temporanea o totale ma sempre resterà nell’uomo quel soffio di vita che è il dono del Creatore e, quindi, sempre c’è speranza di liberazione in Cristo.

I segni della azione di Satana, sia essa più o meno forte, possono essere di tre tipi:

1)     segni fisici e del comportamento. Ad esempio, farsi dei tagli, mordere se stessi o altri, sputare, gridare, sferrare pugni o calci, tendenza al suicidio, distacco dal contesto, assenza, tendenza ad isolarsi, attacchi di epilessia, contorsione facciale, espressioni di forze e capacità soprannaturali, manifestazioni non coerenti (es. parlare con altra voce). Vedi, ad esempio, il racconto dell’indemoniato Gadareno, dove l’uomo era posseduto da una moltitudine di demoni il cui nome è “Legione” (Marco 5) e la guarigione del fanciullo lunatico/epilettico (Matteo 17:14 e ss.).

2)      segni spirituali. Senso di oppressione, irrequietezza, ansia, animosità, mancanza di serenità, incubi frequenti, disturbi del sonno con improvvisi risvegli, attacchi di panico, senso di malessere e di soffocamento, senso di colpa e di inadeguatezza, sentire voci, vedere ombre, immagini.

Non sempre queste manifestazioni indicano una influenza o una possessione demoniaca ma è una possibilità. Ci sono cioè situazioni, malattie, sofferenze, paure, depressioni che possono essere causate da possessioni o influenze demoniache. 

Come si avvicinano o come entrano i demoni nella vita di una persona?

I demoni sono spiriti disincarnati; possono vedere e sentire, possono manifestarsi ma anche restare invisibili. Possono scegliere di abitare un luogo o prendere possesso di un corpo; possono entrare nella vita delle persone a causa del peccato o perché maledette da qualcuno, perché delle porte sono aperte. Il peccato e la maledizione sono delle porte di ingresso. Vivere nel peccato - cioè nella trasgressione, nella ribellione verso Dio - e quindi lontani dal proprio Creatore, è la porta aperta verso l’influenza o addirittura la possessione demoniaca.

Quali possono essere queste porte d’ingresso?

Divinazione

Utilizzo della Tavola Ouija 

Spiritismo-Consultazione dei morti (spirito Pitone, vedi Isaia 8:19)

Pratiche esoteriche (tarocchi, astrologia, yoga, kundalini, ecc.)

Idolatria (pregare, venerare, rivolgersi ad immagini o statue), Amuleti, souvenir religiosi, immagini di idoli, rosario (vedi salmo 115; Isaia 40:18 e ss.)

Droga (indebolisce la volontà)

Abuso di alcool (indebolisce la volontà)

Abuso di psicofarmaci (indeboliscono la volontà)

Adulterio, promiscuità, prostituzione

Cattive compagnie

Videogiochi, spesso rappresentazione di violenza, di demoni e pratiche correlate

Pornografia

Avidità ed amore per il denaro

Musica con parole volgari che istigano alla violenza.

Anche dei luoghi possono costituire porte di ingresso al maligno e determinare influenze sataniche. Costituiscono fortezze spirituali di Satana i templi dove regna l’idolatria e dove la sua presenza spirituale è forte. Luoghi di perversione sono fortezze sataniche: night club, luoghi di prostituzione, luoghi di condivisione della droga. Ma anche Cappelle dedicate a Maria o altri “santi” della tradizione religiosa, luoghi di pellegrinaggio religioso … anche queste sono fortezze sataniche ed i cosiddetti “miracoli” altro non sono che un’altra forma di inganno che porta ad esaltare l’idolo anziché il Creatore (1 Corinzi 10:19-20). Satana può anche compiere miracoli ma servono per ingannare le persone.

Dovunque gli idoli sono adorati c’è una fortezza spirituale di Satana.  

I defunti o i fantasmi che appaiono in casa, con manifestazioni soprannaturali, sono opera di demoni; sono tutte manifestazioni sataniche per creare confusione ed inganno.

Anche manifestazioni di alieni sono in realtà demoni che creano confusione.

I demoni possono spingere le persone a dire/fare cose ingannevoli, malvagie, spietate, sino al suicidio o ad uccidere anche familiari, amici o conoscenti. Una porta aperta (l’amore per il denaro), consentì al diavolo di mettere nel cuore di Giuda il sentimento di tradire il Messia (Giovanni 13:2).  

Altri inganni, menzogne di Satana: spingere ad incolpare gli altri, ad incolpare Dio, ad avere sfiducia verso di Dio. Spingere le persone a rimanere prigioniere del proprio passato, ad autocommiserarsi, a concentrarsi su tutte le cose negative della vita e sulle cose cattive che potrebbero accadere nel futuro.

Satana compie tre funzioni: seduce gli uomini, li accusa davanti a Dio e infligge la pena di morte. Satana è lo strumento per cui muoiono gli uomini nel peccato e per questo è anche conosciuto come “l’angelo della morte”.

Rimedi&Aiuto

Ci sono cioè patologie dove il problema non è fisico (o soltanto fisico) ma spirituale. In questi casi, bisognerebbe andare a ritroso nel tempo e capire quando e in quali circostanze tutto ha avuto inizio, perché una porta è stata aperta al maligno. E’ una possibile causa di tutto il malessere e la sofferenza.

Gli uomini sono costantemente attaccati da Satana, la tentazione è già combattimento. La nostra arma è Cristo, il suo sangue versato in croce per la redenzione dell’umanità, per ogni singolo uomo che mai esisterà sulla terra. La morte di Cristo è La Via della Riconciliazione al Padre Creatore. Nella lontananza da Dio sono le tenebre del maligno.  La conoscenza della Parola di Dio, l’ubbidienza, la preghiera e la comunione con Dio portano liberazione da ogni schiavitù. Per questo Paolo dice: non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me (Galati 2:20). Questo è il segreto per resistere alle tentazioni del maligno, il segreto per una vita benedetta dal Signore. Dobbiamo chiudere le porte che consentono ai demoni di avvicinarci e mettere ordine in noi, nelle nostre case e riempirci di Spirito Santo.

La Parola di Dio è uno scudo ed un’arma contro i demoni (Salmo 149:6).

Cristo è la stella lucente e mattutina, la luce che scaccia tutte le tenebre di questo mondo (Apocalisse 22:16).

Non dialoghiamo con i demoni perché sono bugiardi. Dobbiamo parlare con lo Spirito Santo che ci guiderà in tutta la verità per il sangue di Cristo. Dio guarisce chi ha il cuore rotto (Salmo 147:3).

Tuttavia, non sempre una persona influenzata o posseduta ha la forza e la volontà o la conoscenza per abbracciare Cristo ed essere liberata, o semplicemente per chiedere aiuto. In questi casi, è opportuno chiedere aiuto ad uomini di Dio, a credenti nella fede; spesso nella Bibbia l’aiuto veniva richiesto da familiari. Dio vede ogni cosa e guiderà ogni cosa “poiché Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figliuolo affinché chiunque creda in lui non perisca ma abbia la vita eterna” (Giovanni 3:16). La liberazione è soltanto in Cristo.

Come discepoli di Gesù a noi è stata data l’autorità di liberare le persone dai demoni e condurle a Cristo. Per questa ragione, soltanto un uomo di Dio, in comunione e ripieno di Spirito Santo può affrontare e scacciare un demone nel nome di Dio.

I nostri nemici non sono mai le persone ma i demoni, il maligno, Satana.

“Signore, a chi ce ne andremmo? Tu hai le parole di vita eterna. E noi abbiamo creduto, ed abbiamo conosciuto che tu sei il Cristo, il Figliuolo dell’Iddio vivente” (Giovanni 6:68-69).

La benedizione e la protezione dell’Altissimo sia con te e con i tuoi familiari.

Dio ci benedica tutti insieme.

Per informazioni, richieste di preghiera, aiuto o per qualsiasi altra necessità potete scrivere a:   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

A DIO tutta la gloria. Buon anno.

Felice 2026. Dio ci benedica!

 "Chi dimora nel nascondimento dell'Altissimo, alberga all'ombra dell'Onnipotente".

Salmo 91:1

Anche questo 2025 volge al termine. 

L'ultimo pensiero di quest'anno, come anche il primo del nuovo anno 2026, è la più profonda gratitudine per l'amore di Dio nelle nostre vite. 

A tutti i fratelli e a tutti coloro che seguono queste pagine, un abbraccio in Cristo e la preghiera al nostro Signore per un anno ancora più ricco di benedizioni alla gloria di Dio. 

Felice 2026 a tutti, Dio ci benedica tutti insieme.

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ISRAELE - IRAN. Tempi profetici

Stella di DavideISRAELE / IRAN 

TEMPI PROFETICI

La Parola di Dio è il quadro completo dei tempi dell’uomo. Perché davanti a Dio “ogni cosa è compiuta” (Giovanni 19:30). Dio conosce l’eterno presente ma pure si è compiaciuto di rivelarci la progressione dei tempi; ed ogni cosa si adempirà secondo il suo meraviglioso piano che porta al centro il sacrificio di Cristo per l’umanità. In questa progressione dei tempi, Israele, popolo eletto che mai Dio rinnegherà, rappresenta, a sua volta, il luogo centrale dei segni e degli adempimenti biblici. Una perfetta progressione che scorre nei secoli narrati dall’Antico Testamento al Nuovo Testamento, i quali segnano il passaggio dalla Legge alla Grazia. Un popolo eletto al quale Dio si è manifestato in modo “intimo” ma pure un popolo ribelle, dal collo duro e che ha pagato con grandi sofferenze: schiavitù, guerre, persecuzioni …. Il 14 maggio 1948 viene proclamato il nuovo Stato ebraico che si chiamerà Israele. Uno Stato indicativamente grande quanto la Lombardia, che conta 650 mila abitanti (1948) e che raccoglie su di sé gli occhi di tutte le comunità ebraiche della Diaspora. A monte di questo tempo, la Shoah (1941-1945), il tempo delle “ossa secche” (Ezechiele 37). Eppure, secondo la profezia, Dio ha raccolto (“vi ricondurrò nel paese d’Israele”, 37:12) e Dio ha benedetto (“ritornarono in vita, e si rizzarono in piè, ed erano un grandissimo esercito”, 37:10). Nonostante l’amore, i segni e le promesse, Israele resta ribelle al Figlio di Dio che muore in Croce ed ancora oggi aspetta il Messia. Ma anche in questo, vi è l’adempimento delle parole dell’apostolo Paolo: per la loro caduta, la salvezza è giunta agli stranieri (Romani 11:11); “un indurimento si è prodotto in una parte di Israele, finché non sia entrata la totalità degli stranieri; e tutto Israele sarà salvato, così come è scritto: “Il liberatore verrà da Sion”” (Romani 11:25-26). Una promessa biblica è che Israele sarà salvato. Israele riconoscerà in Cristo Gesù il Messia che ancora oggi aspetta. Ma prima di ogni liberazione, Dio porta Israele nel deserto, così come ha portato ciascuno di noi nel deserto, come anche Cristo fu portato nel deserto dallo Spirito Santo (Matteo 4:1). Perché è nella profondità e nel silenzio del deserto che Dio discute con l’uomo, allontanandolo dalle distrazioni, dalle mille voci e mille luci del mondo. Israele assediata dai nemici storici è il cammino verso il deserto che ancora non è giunto nella sua ultima pienezza; dopo, il riconoscimento e l’accettazione di Cristo il Messia. Come le doglie prima del parto, una grande sofferenza attraverserà Gerusalemme, come un fuoco disertante, prima della liberazione che “verrà da Sion”. “Guai alla ribella e contaminata … non ha ascoltata la voce, non ha ricevuta correzione, non si è confidata nel Signore, non si è accostata al suo Dio”; tuttavia, “Il Signore giusto è nel mezzo di lei … Il Signore Iddio tuo, che è dentro di te, il Possente, ti salverà…” (Sofonia cap. 3). “Il popolo che camminava nelle tenebre ha veduta una gran luce; la luce è risplenduta a quelli che abitavano nella terra dell’ombra della morte” (Isaia 9:1).

Se avete interesse ad approfondire questo tema focalizzato sugli Ultimi Tempi e sul ritorno del Signore, consigliamo la lettura del seguente libro scritto e pubblicato nel 2020 su Amazon:

ULTIMI TEMPI 2027 – Autore: Gianfranco Annino

A Dio tutta la gloria.

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Soltanto per FEDE

Soltanto per FEDE

Soltanto per FEDE

"Beati coloro che non hanno veduto,

ed hanno creduto".

Giovanni 20:29

C’è chi non crede, chi crede in se stesso, chi crede che qualcosa ci deve pur essere ma ci penso domani; ci sono poi tanti “cristiani” con un cristianesimo immaginario, autocostruito, il “fai da te” religioso. 

Ma c’è un solo Cristianesimo ed è quello fondato sulla Parola di Dio, Sacra Bibbia, che preannuncia il Messia nell’Antico Testamento e lo rivela pienamente nel Nuovo Testamento, svelando all’umanità il mistero della morte e resurrezione di Cristo quale unica Via della Verità che conduce alla Vita eterna. Cristo è la nostra Pasqua (1 Corinzi 5:7), il passaggio dalla morte alla vita, perché “per le sue lividure noi abbiamo ricevuto guarigione” (Isaia 53:5).

E come cristiani siamo chiamati a camminare per fede non per visioni (2 Corinzi 5:7); e “la fede è una sussistenza delle cose che si sperano, ed una dimostrazione delle cose che non si vedono” (Ebrei 11:1).

Nel cammino di fede attraverseremo per certo momenti difficili, di grande sofferenza; il deserto e la “valle dell’ombra della morte” (Salmo 23:4) sono una costante nella vita degli uomini. Anche Cristo passò per il deserto e fu proprio lo Spirito Santo a condurlo in questo luogo (Matteo 4:1).

La sofferenza ci porta nel deserto dove possiamo parlare con Dio, lontani dai rumori e dalle interferenze di questo mondo. Nel deserto dobbiamo ricordare tutti gli insegnamenti e le promesse di Cristo. Non c’è da vedere, da toccare o da sentire; c’è da esercitare la fede e confidare in Dio che ha dato Cristo alla croce per noi.

Dire che tutto umanamente andrà bene non è biblico.

Giovanni Battista, “la voce d’uno che grida nel deserto”, pur avendo offerto una meravigliosa testimonianza di Cristo, finisce i suoi giorni terreni prima in prigione e poi con la sua testa mozzata su un vassoio (Matteo 14:10).

Paolo, apostolo di Cristo, pur avendo offerto una potente e meravigliosa testimonianza di Cristo, viene offeso, perseguitato, imprigionato e quando chiede a Dio per ben tre volte un suo intervento, la risposta sarà “la mia grazia ti basta” (2 Corinzi 12:9).

Di queste testimonianze è piena la Bibbia.

La Lettera agli Ebrei al capitolo 11 parla di uomini e donne (Abele, Enoc, Noè, Abramo, Sara, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Mosè) che “in fede sono morti … non avendo ricevute le cose promesse ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra”; perché per fede sapevano e cercavano una patria migliore, cioè la celeste (versi 13-16).

C’è un esempio straordinario nell’Antico Testamento dell’attitudine che un uomo di fede deve avere di fronte alle avversità, di fronte alla fornace della vita, ed è nelle parole di Sadrac, Mesac e Abed-nego allorquando risposero al re che chiedeva loro di inginocchiarsi davanti alla statua d’oro: “Ecco , l’Iddio nostro al quale serviamo, è potente per liberarci … Anche se questo non dovesse accadere … noi non serviremo i tuoi dei e non adoreremo la statua d’oro che tu hai fatto erigere” (Daniele 3:16-18).

Qual è la conclusione di questi insegnamenti biblici?

Dio è buono e misericordioso, qualunque cosa accada in questo tempo. Ci saranno tante cose che non comprenderemo, tanti perché (umanamente) senza risposta; tante situazioni dove non vedremo Dio cambiare le cose secondo i nostri progetti; persone care che perderemo, nonostante le nostre preghiere e le preghiere della chiesa. Servire Cristo è un alto privilegio che per grazia abbiamo ricevuto. “Poiché a voi è stato di grazia dato per Cristo, non solo di credere in lui, ma ancora di patire per lui” (Filippesi 1:29).

Dio è Santo, Santo, Santo! E la Sua sovranità governa ogni cosa per Cristo nostro Signore e Salvatore. Quanto a noi credenti, siamo chiamati ad arrenderci a Lui, ad essere come l’argilla nelle mani del vasellaio per essere vasi adatti a servire Cristo (Geremia 18:1-6).

Partecipiamo alle sofferenze di Cristo e partecipiamo alla gloria della resurrezione.

Tanti servitori hanno subito perdite familiari per proclamare Cristo oppure sono morti con gravi malattie o imprigionati per l’Evangelo, o in incidenti. E sempre, l’invito è a tenere fermo lo sguardo su Cristo, a guardare oltre i combattimenti di questo tempo, di questa vita, in questa terra straniera. Ancora oggi, la nostra chiamata in Cristo è ad alzare gli occhi e riguardare quella “patria migliore”, quella casa del Padre che ci attende.       

Per questo “Beati coloro che non hanno veduto, ed hanno creduto”.

A Dio tutta la gloria.

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Combattimenti

CombattimentiLa vita è un dono unico e meraviglioso ed è il dono d'amore di Dio. Tuttavia, per ogni cosa c'è un tempo, e questa umanità ci chiama a provare momenti felici ma anche momenti difficili. Anche i credenti (popolo di Dio) non sono sottratti dalla sofferenza. Come reagiamo nella sofferenza? La sofferenza proverà la nostra fede, la nostra fedeltà a Dio. La tentazione sarà quella voce interiore che vorrà attribuire a Dio la colpa di tutto. Ma sta a noi esercitare la fede e ricordare le promesse di Dio per i suoi figliuoli. "io sono il Signore Iddio tuo, che ti tengo per la man destra; che ti dico: Non temere, io ti aiuto" (Isaia 41:13). "Quando tu passerai per le acque, io sarò con te; e quando passerai per i fiumi, non ti affogheranno; quando camminerai per il fuoco non sarai arso ... perchè io sono il Signore Iddio tuo, il Santo d'Israele, tuo Salvatore" (Isaia 43:2-3). Dio è con noi, Dio cammina con il suo popolo e Dio conosce i nostri combattimenti. Dio è fedele. Dobbiamo anche ricordare, da un lato, il valore della sofferenza come momento di crescita personale e spirituale (1.), dall'altro, come strumento per l'adempimento del piano di Dio (2.).

1. "Poichè a voi è stato di grazia dato per Cristo, non solo di credere in lui, ma ancora di patire per lui, avendo lo stesso combattimento, il quale avete veduto in me, ed ora udite essere in me", dice l'apostolo Paolo (Filippesi 1:29-30). Nel fuoco l'oro acquista tutto il suo valore e risplende. "E' stato buono per me che io sono stato afflitto, affinché io impari i tuoi statuti" dirà Davide nel Salmo 119 (verso 71). 

2. La sofferenza, per i credenti, è nel piano di Dio. Noi non conosciamo il domani ma per fede siamo chiamati ad accettare la sua volontà per noi. "Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortica", dirà l'apostolo Paolo (Filippesi 4:13). Se leggiamo il contesto, il senso è che come cristiani il Signore ci dona la forza per sopportare ogni cosa, ogni tempesta, ogni deserto, ogni affronto. Tuttavia, e questo è il punto centrale - la questione del piano di Dio - "tutte le cose cooperano al bene, a coloro che amano Iddio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento" (Romani 8:28). A volte siamo chiamati alla sofferenza perchè questa è lo strumento per servire Cristo e tutto è nel perfetto piano di Dio. 

In conclusione: anche nel combattimento, per quanto buia possa essere "la valle dell'ombra della morte" (Salmo 23) ricordiamo sempre che come salvati per Grazia siamo nel piano di Dio ed Egli è con noi.

"Or ecco, io sono con voi in ogni tempo, infino alla fine del mondo. Amen." (Matteo, ultimo capitolo, ultimo verso)

Per qualsiasi richiesta o necessità scriveteci (ma prima preghiamo e chiediamo a Dio di intervenire).

Dio ci benedica.

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