Pentecostali nel mondo

Roma, Lunedì 29 Novembre 2021 03:02

Cristiani in Afghanistan

Cristiani in AfghanistanCRISTIANI IN AFGHANISTAN (25.08.2021)

(Per gentile concessione pubblichiamo un articolo a cura del Direttore di Open Doors, Cristian Nani)

Com'è la situazione dei cristiani nel Paese?

Precaria. Sappiamo dai media ma anche da fonti locali che i talebani vanno di casa in casa per eliminare gli elementi indesiderati. Chi sono gli indesiderati? Chiunque abbia collaborato con l’occidente (specialmente gli insegnanti), ma anche gli omosessuali e i non-musulmani. Anche i cristiani sono quindi in grave pericolo, chiunque venga scoperto è severamente punito.

A cosa andranno incontro i cristiani se scoperti?

Le conseguenze possono essere le più terribili. Rapimento, tortura, morte. Nel 2017, una donna tedesca e una guardia afgana sono state uccise in seguito all’attacco di una guest house. I talebani hanno anche ucciso una famiglia sudafricana a Kabul nel 2014. Se persino gli operatori umanitari stranieri sono stati uccisi, che cosa potrebbe accadere ai cristiani locali?

Come stanno rispondendo i cristiani?

Tutti hanno paura, ciascuno risponde in modo diverso. Alcuni tentano di scappare dal Paese, altri decidono di restare vivendo come credenti nascosti. Poi c’è chi vorrebbe scappare ma non può e infine chi non sa proprio cosa fare.

I cristiani hanno avuto libertà negli ultimi vent’anni?

No, purtroppo. Il governo insediato dagli americani non è riuscito a provvedere la libertà religiosa e la protezione delle minoranze (religiose) come sikh e cristiani. I sikh, pur essendo perseguitati, sono in una certa misura tollerati. Sono principalmente di etnia indiana e non sono noti per condividere con altri la propria fede. Quindi risultano meno pericolosi. A loro è sempre stato concesso di vivere come sikh, anche se con molte ostilità e con costante ‘Da’awa’, l’invito cioè a seguire l’islam. I cristiani invece non sono liberi, perché considerati apostati e costretti perciò a nascondere la propria fede. In passato, chi si è esposto come cristiano è scomparso, ed è stato probabilmente torturato e ucciso. Sono poi presenti anche altre religioni e altri culti, ma se ne conosce poco.

La situazione cambierà per i cristiani?

L’Afghanistan occupa una posizione alta, tra i primi 10 Paesi della nostra World Watch List (WWL), e nel corso degli ultimi anni si è posizionato sempre al secondo posto. Soltanto la Corea del Nord ha ottenuto un punteggio leggermente più alto. La persecuzione ha visto un’impennata negli ultimi anni ed è evidente che questa presa di potere da parte dei talebani significhi ora che siamo di fronte a un nuovo livello di persecuzione: le minacce e i rischi sono cresciuti ulteriormente.

Quindi l’Afghanistan occuperà il primo posto nella prossima WWL?

È troppo presto per dirlo. Mentre scriviamo, la nostra squadra di ricerca sta analizzando la condizione dei cristiani in oltre 70 nazioni e monitorando da vicino l’Afghanistan. La nuova World Watch List verrà pubblicata il prossimo gennaio 2022 e solo a quel punto potremo pronunciarci a riguardo.

Come si sentono i cristiani relativamente alla presa del potere da parte dei talebani?

Sono delusi e si sentono abbandonati da coloro in cui avevano riposto le speranze per la propria protezione. Le truppe straniere se ne sono andate e il governo è fuggito. Allo stesso tempo sapevano che questo giorno sarebbe arrivato, per questo erano in un certo senso preparati. Ma questo non ne riduce le difficoltà.

I cristiani stanno chiedendo vie di fuga, passaggi sicuri e asilo?

Certamente, ora quasi tutte le persone stanno cercando di fuggire, non soltanto i cristiani. Tuttavia, con una persecuzione che prosegue da decenni, la situazione già difficile dei cristiani è ulteriormente peggiorata. Ora è quindi il momento per loro di mettersi in sicurezza, proteggendo specialmente le donne e i bambini.

Potreste dire di più sui bisogni essenziali dei cristiani afgani?

Le loro necessità primarie sono le stesse richieste da ogni afgano: sicurezza, cibo, acqua pulita e cure mediche. C’è molta violenza in tutta la nazione, le catene di approvvigionamento si sono interrotte e le cliniche mediche hanno smesso di funzionare. Dai rubinetti scorre ancora acqua pulita e dobbiamo pregare che rimanga così, perché una contaminazione dell’acqua potrebbe portare a molte malattie. Se il conflitto colpisse anche scuole e ospedali, inoltre, l’accesso alle cure mediche non sarebbe più possibile per milioni di persone.

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Nel ringraziare Open Doors per la preziosa condivisione, invitiamo tutta la fratellanza a pregare ed intercedere per il popolo afgano in questo momento di particolare sofferenza.

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Gesù ritorna

Uragano_Dorian_sett_2019Gennaio 2020 Attentati, crisi economica, malvagità, venti di guerra, terremoti e sconvolgimenti climatici. Niente di nuovo sotto il sole. La Parola di Dio già ci ha avvisato di tutto. E' il segno de' tempi. Nessuno si smarrisca o si faccia prendere da timore. Non veniamo meno nell'animo, riguardiamo a Cristo e andiamo avanti per fede. Il Maestro ritorna. "Or voi udirete guerre e rumori di guerre; guardatevi, non vi turbate ... E perchè l'iniquità sarà moltiplicata, la carità di molti si raffredderà. Ma chi sarà perseverato infino al fine sarà salvato" (Matteo 24). 

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"Or ecco, io sono con voi in ogni tempo, infino alla fine del mondo. Amen" (Matteo, ultimo cap., ultimo verso). 

Terremoto Italia

Terremoto Italia, agosto 2016Siamo vicini a tutti i familiari delle vittime del recente terremoto. Dio non mancherà di consolare i cuori afflitti perchè soltanto in Cristo è la vera pace. Dio è buono e la sua misericordia dura in eterno. Le nostre preghiere sono già al Suo cospetto. Invitiamo la fratellanza ad intercedere con preghiere ma anche, secondo le possibilità di ciascuno, ad aiutare quanti sono nel bisogno con azioni concrete, ricordando che come Cristo è venuto per servire, così parimenti siamo noi chiamati a servire. "Mentre dunque abbiamo tempo, facciamo bene a tutti ..." (Galati 6:10).

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Musulmani abbracciano Cristo

musulmani abbracciano CristoIn molti Paesi, in molti regimi, in molte parti del mondo, nemici della Croce hanno detto che Cristo non avrebbe mai avuto il passaporto per entrare. Molti di quegli uomini sono morti, imperi, regimi e muri sono caduti e l'Evangelo della Grazia di Cristo si è diffuso come pioggia. Pensiamo a molti Paesi Africani, alla Cina, all'Albania, all'India, alla Russia, all'Iran dove è oggi in corso un grande risveglio cristiano e, dopo sofferenze e persecuzioni, la chiesa clandestina inizia ad emergere. Abbiamo anche notizie di moltissimi musulmani che stanno dando il loro cuore a Cristo e molti ricevono miracoli, guarigioni e battesimo di Spirito Santo. Alcune di queste storie fanno notizia, la maggior parte no. E questo perchè c'è un problema di incolumità della vita di quanti si convertono al cristianesimo; ma soprattutto, perchè questi nostri fratelli/sorelle in Cristo devono rimanere all'interno delle loro comunità e testimoniare dall'interno il grande Amore della Croce. Questi nuovi fratelli possono arrivare dove noi non arriveremmo mai per via della caratteristica chiusura delle comunità musulmane. A noi, il compito e dovere di sostenere questi fratelli/sorelle con una preghiera continua, perchè il buon profumo di Cristo ed il Vangelo possano toccare ogni giorno nuovi cuori e conquistare anime alla gloria di Dio.  "Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d'osservar tutte le cose che v'ho comandate. Ed ecco, Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente" (Matteo, ultimi 2 versi).

Qualunque cosa accada

Bruxelles 22 marzo 2016L'ulteriore attentato del 22 marzo ha scosso non solo Bruxelles ma il mondo. Come cristiani siamo chiamati ad essere operatori di pace, a pregare per i familiari delle vittime, per quanti sono rimasti feriti o comunque coinvolti, fisicamente o emotivamente e per le autorità chiamate ad intervenire. La violenza dell'uomo sull'uomo si manifesta in tanti modi; ma resta pur sempre l'espressione della malvagità umana. Come discepoli di Cristo siamo stati già preparati a tutto questo: "il Signore Iddio non fa nulla, ch'Egli non abbia rivelato il suo segreto a' profeti, suoi servitori" (Amos 3:7). La Parola di Dio e lo Spirito Santo ci incoraggiano: "levatevi e camminate; perchè questo non è il luogo del riposo" (Michea 2:10). "Ma quant'è a me, io son ripieno di forza, per lo Spirito del Signore" (Michea 3:8). Non facciamoci spaventare dal vento forte ma andiamo avanti fedelmente in Cristo, testimoniando del Suo amore e della Sua venuta. Qualunque cosa accada, noi siamo nelle Sue mani. "E la pace di Dio, la quale sopravanza ogni intelletto, guarderà i vostri cuori, e le vostre menti, in Cristo Gesù" (Filippesi 4:7). 

Venti di guerra e sofferenza

Signore, abbi pietà di noi"Perchè mi fai tu veder l'iniquità, e mi fai spettatore della perversità? e perchè vi è davanti a me rapina, e violenza? e vi è chi muove lite e contesa? Perciò, la legge è indebolita, e il giudizio non esce giammai fuori; perchè l'empio intornia il giusto; perciò esce il giudizio tutto storto" (Libro del Profeta Abacuc, 1:3-4).

"... il Signore parlerà ancora delle cose che avverranno alla fine, e non mentirà; se tarda, aspettalo, perciocchè Egli per certo verrà, e non indugerà. Ecco l'anima di colui che si sottrae non è diritta in lui; ma il giusto vivrà per la sua fede" (Abacuc 2:3-4).

 

Preghiamo per tutte le popolazioni colpite dalla sciagura della violenza dell'uomo sull'uomo. Preghiamo perchè Dio possa avere misericordia di tutti noi, della nostra malvagità, della nostra corruzione e dei nostri peccati. Preghiamo per le autorità, civili e militari dei Paesi coinvolti e per la comunità internazionale, perchè possano cessare quanto prima queste atrocità. 

 

"poichè tutti abbiamo a comparire davanti al tribunale di Cristo. (...) Così dunque ciascuno di noi renderà ragione di se stesso a Dio" (Romani 14:10-12).

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