Pentecostali nel mondo

Roma, Giovedì 22 Ottobre 2026 20:16

Dio consola i nostri cuori

Dio consola i nostri cuori“Poichè a voi è stato di grazia dato per Cristo, non solo di credere in lui, ma ancora di patir per lui" (Filippesi 1:29).

Possa Dio consolare il cuore di ogni genitore che ha perso un figlio. Possa Dio consolare i cuori di ogni figlio che ha perso un genitore. Possa Dio consolare la sofferenza di ogni umano distacco. Possa Dio sostenerci e consolarci nella malattia, nei frammenti di depressione che possono colpire chiunque ed in ogni sofferenza umana, sapendo che alla fine del deserto, la gloria di Dio ci attende. 

Il cammino non è semplice, anzi; il deserto brucia, i piedi fanno male ed a volte sanguinano. E prima o poi, siamo anche chiamati a lasciare andare le persone, le cose, a dire addio. Nel deserto si è soli. Nel deserto ci può anche essere tanta gente intorno, e comunque si è soli. Ma Dio sa ogni cosa e di ogni cosa è il Signore. Perchè Cristo è venuto tra noi, come uno di noi, ha condiviso la nostra umanità, uomo di dolori (Isaia 53). Però non siamo soli: "Or ecco, io sono con voi in ogni tempo, infino alla fine del mondo. Amen" (Vangelo di Matteo, ultimo capitolo, ultimo verso).

In ricordo di Jonathan Pitre (2.06.2000 - 4.04.2018)

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Venite!

Venite!“Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, ed io vi darò riposo” (Matteo 11:28). Ogni uomo cerca fama, importanza, gloria. Dio ha scelto di divenire uomo, “scendendo” (annichilì se stesso … a somiglianza degli uomini, Filippesi 2:7) tra noi con il messaggio più importante di tutta la storia: grazia vi è donata per mezzo di me. Venite! “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6); in altri termini e secondo le parole di Paolo: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Iddio, per Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 5:1). Gesù viene tra noi come uno di noi; il profeta Isaia descrive bene questa condizione: uomo di dolore, familiare col patire (Isaia cap. 53). Venite! “Perché Iddio ha tanto amato il mondo, ch’egli ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3:16). Venite! dice il Maestro, perché io vi ho riconciliati al Padre; qualunque peccato, qualunque peso, dolore, sofferenza, dipendenza … io ho già pagato per te sulla croce. Venite! Io sono La Via .. e nessuno viene al Padre se non per mezzo di me perché “Io e il Padre siamo una stessa cosa” (Giovanni 10:16). Venite!

A Dio la gloria.  

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Non voglio sapere altro!

non voglio sapere altro se non di Cristo"Perciò io non mi ero proposto di sapere altro fra voi, se non Gesù Cristo, ed esso crocifisso" (1 Corinzi 2:2). L'apostolo Paolo, toccato dalla grazia, cammina una vita testimoniando di Cristo e riprendendo continuamente le chiese e gli uomini, la cui tendenza è quella di compiacere il mondo e dissipare la Verità del Vangelo. Un combattimento continuo contro false dottrine (Galati cap. 1), falsi apostoli, falsi fratelli che si sono insinuati nella chiesa (Galati 2:4) e contro quanti "stimano la pietà essere guadagno" (1 Timoteo 6:5) e ricercano la gloria dagli uomini (1 Tessalonicesi 2:6). Ancora oggi questi insegnamenti della Parola richiamano tutti i cristiani a riguardare Cristo secondo il Vangelo della grazia. Nella Parola di Dio non c'è interesse umano, la gloria appartiene soltanto all'Eterno, creatore dei cieli e della terra. Nei secoli, ogni movimento evangelico, seppure nato sotto la grazia e con le migliori intenzioni, nel tempo finisce per conformarsi al mondo, per raffreddarsi nella fede, per abbracciare interessi terreni e carnali e per perdere il primiero zelo. Dio ci aiuti a tornare al primo amore, a quella fede apostolica che pone Cristo sopra ogni cosa e che in Lui ripone tutta la propria confidanza, nella carità, nella umiltà e nella obbedienza alla Verità. I santi uomini di Dio parlino sospinti dallo Spirito Santo richiamando il popolo di Dio ad una rinnovata consacrazione in Cristo, alla gloria di Dio ed in vista del regno dei cieli.

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Alla destra del Padre. Il Cristo della gloria. (Parte 3).

Alla destra del Padre. Il Cristo della gloriaNella “parte 1” abbiamo approfondito il senso del sacrificio in adempimento alle promesse del Vecchio Testamento. Nella “parte 2” ci siamo soffermati sulle parole di Gesù rivolte a Maria Maddalena: “Non toccarmi …”, (Giovanni 20:17), cercando di comprendere perché a Maria dice “non toccarmi” mente l’apostolo Tommaso viene invitato a toccare il suo corpo. Adesso vogliamo soffermarci su quel motivo evidenziato da Gesù: “perché io non sono ancora salito al Padre mio …” (Giovanni 20:17). Le domande alle quali cercheremo di rispondere: 1) Perché Gesù non è ancora salito al Padre?  2) Salire al Padre perché? a fare cosa?

Punto 1.  Luca ci dà una prima risposta “intorno a tutte le cose che Gesù prese a fare, e ad insegnare, infino al giorno ch’egli fu accolto in alto, dopo aver dati mandamenti per lo Spirito Santo agli apostoli, i quali egli aveva eletti. A’ quali ancora, dopo aver sofferto, si presentò vivente, con molte certe prove, essendo da loro veduto per 40 giorni, e ragionando delle cose appartenenti al regno di Dio” (Fatti degli Apostoli 1:1-3). Durante gli anni col Maestro, gli apostoli ed i seguaci avevano visto cose straordinarie ma molte cose erano ancora oscure; ed anche i loro cuori non erano ancora del tutto toccati dalla grazia che stava per compiersi. Nonostante l’essere stati con Gesù, la sua morte sulla croce getta sgomento, paura, sconforto e ognuno ritorna alla precedente occupazione di vita. Esattamente come profetizzato: “E Gesù disse loro: Voi tutti sarete scandalizzati in me questa notte; perché è scritto: Io percuoterò il Pastore, e le pecore saranno disperse. Ma dopo che sarò risuscitato, io andrò davanti a voi in Galilea” (Marco 14:27-28). Il più grande evento dell’eternità si era compiuto: il sacrificio di Cristo. Sempre per amore, Gesù stesso, non sale subito al Padre, ma si intrattiene con i suoi per una dispensazione speciale della sua presenza, del risorto, “primizia di coloro che dormono” (1 Corinzi 15:20), per dire ancora “io sono con voi in ogni tempo, fino alla fine del mondo. Amen” (Matteo 28:20). Per 40 giorni il Gesù risorto si stringe ai suoi per testimoniare il piano glorioso della salvezza e per preparare i discepoli al compito che li attende  (Matteo 28:19-20). Gesù sa che nei decenni a seguire ma anche nei tempi che verranno, le prove e le sofferenze dei cristiani saranno gravose, umanamente non sopportabili (Giovanni 16). Per questo, conforta i suoi promettendo il Consolatore: “io ve lo manderò” (Giov. 16:7) quando sarò andato via, cioè salito al Padre. “ … ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo, fra qui e non molti giorni” (Atti 1:5), “e mi sarete testimoni … infino all’estremità della terra” (v. 8).

Punto 2. Trascorso questo tempo, Gesù “fu elevato … ed una nuvola lo ricevette, e lo tolse d’innanzi agli occhi loro” (Atti 1:9). Gesù sale al Padre per riprendere il proprio posto alle destra di Dio (Luca 16:20; Ebrei 8:1), per entrare “nella sua gloria” (Luca 24:26) in adempimento a tutte le Scritture del Vecchio Testamento. E viene al Padre “per comparire ora davanti alla faccia di Dio per noi “ (Ebrei 9:24), recando con sé il suo sangue purissimo sparso per l’umanità, olocausto perfetto, sacrificio di riconciliazione per un nuovo patto fondato su Cristo (Luca 22:20). Meravigliosamente Paolo, guidato dello Spirito Santo, scrive: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Iddio, per Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 5:1). “Perché il salario del peccato è la morte" (Romani 6:23) ma Cristo sparge il suo sangue in riconciliazione (Ebrei 9:14-22) ed apre La Via che conduce al Padre. La resurrezione di Cristo ci testimonia che il Padre ha accettato il sacrificio e così anche l’adempimento della promessa dello Spirito Santo (Gioele 2:28-32; Giovanni 7:39). “Rendendo Iddio a ciò testimonianza, con segni, e prodigi, e diverse e potenti operazioni, e distribuzioni dello Spirito Santo” (Ebrei 2:4 – Atti 2:32-33). E per concludere, l’Apocalisse ci mostra il Cristo della Gloria: l’Agnello (5:6) sacrificato per noi ed il Leone della tribù di Giuda (5:5), il quale col suo “sangue ci ha comperati a Dio, d’ogni tribù, e lingua, e popolo, e nazione” (5:9).

A Dio tutta la gloria.  

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Dalla resurrezione alla destra del Padre (Parte 2)

Non toccarmi, perché io non sono ancora salito al Padre mio“Gesù le disse: Maria! Ed ella rivoltasi, gli disse: Rabboni! Che vuol dire: Maestro. Gesù le disse: Non toccarmi, perché io non sono ancora salito al Padre mio …” (Giovanni 20:17). Gesù risorto appare per primo a Maria Maddalena (Marco 16:9) - la donna che aveva liberato dalla schiavitù di sette demoni - e questa semplice ma fedele donna diviene il primo testimone del Cristo risorto. Leggendo questo passo ci siamo posti una precisa domanda: che significano le parole di Gesù “Non toccarmi, perché io non sono ancora salito al Padre mio”? Puntualizziamo i punti da esaminare: 1) perché Gesù invita Maria a non toccarlo? 2) Perché Gesù non è ancora salito al Padre? 3) Salire al Padre perché? a fare cosa?

Punto 1) “Non toccarmi”. In fondo, si tratta di una donna e la richiesta potrebbe essere legata ai divieti rivenienti dalla legge. Ma così non è perché nel suo cammino terreno Gesù si lascia toccare e ancora dopo la sua resurrezione le donne “accostatesi gli presero i piedi e l’adorarono” (Matteo 28:9). Si potrebbe rispondere che non poteva essere toccato perché il suo corpo non era ancora stato glorificato in cielo. Ma anche questa risposta non trova conferma sia per quanto detto prima e sia perché Gesù compare ai discepoli ed agli apostoli e mangia con loro, rompendo il pane (Luca 24:30) in ricordo del suo corpo spezzato sulla croce. Ed ancora, quando compare tra gli apostoli, invita l’incredulo Tommaso a toccarlo: “Porgi qua il dito, e vedi le mie mani; porgi anche la mano, e mettila nel mio costato; e non sii incredulo, anzi credente” (Giovanni 20:27). Perché allora il Gesù risorto a Maria Maddalena dice: “non toccarmi” ed a Tommaso: toccami?  Il “non toccarmi” (Giov. 20:17) in alcune versioni coma la Nuova Riveduta, è tradotto “non trattenermi”. Un passo del Vecchio Testamento ci sembra dare una indicazione di lettura: “E Giacobbe restò solo; ed un uomo lottò con lui fino all’apparir dell’alba (…) E quell’uomo gli disse: Lasciami andare, perché già spunta l’alba. E Giacobbe gli disse: Io non ti lascerò andare, che tu non mi abbi benedetto” (Genesi 32:24-26). Il senso delle parole riferite a Maddalena sembra essere questo: non toccarmi, non mi trattenere, lasciami andare, ti ho già benedetto perdonando tutti i tuoi peccati, sono morto per te e tutto è compiuto, l’opera mia in te è completa e tutto questo glorifica il Padre mio al quale vado. “Non temere, perché io ti ho riscattato, io ti ho chiamato per nome; tu mi appartieni” (Isaia 43:1). In linea di pensiero, deve essere anche quanto detto da Gesù alla Samaritana: “i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità (…) Iddio è Spirito; perciò conviene che coloro che l’adorano, l’adorino in spirito e verità” (Giovanni 4:23-24). E Maria Maddalena - che dal tocco di Gesù era stata trasformata in una fedele discepola che aveva seguito il Maestro nel suo cammino, sotto la croce e ancora al sepolcro - era pronta per comprendere l’avvicinarsi del distacco umano e quella nuova dimensione dell’adorazione in spirito verso la quale Gesù stesso la spinge con quel “non toccarmi”, “non trattenermi” nell’umano.  

Mentre Maria Maddalena vuole toccare, trattenere, abbracciare il Maestro per un profondo senso di gratitudine e di amore, Tommaso vuole toccare per incredulità. Per queste diverse premesse, Gesù dice a Tommaso: tocca le mie ferite, tocca il mio corpo spezzato per te. Questo ci parla di rapporto uno ad uno. Ciascuno di noi è prezioso per Dio e ciascuno è trattato secondo il proprio bisogno, perché ciascuno è “chiamato per nome”. “Signore, tu mi hai investigato, e tu mi conosci” (Salmo 139:1).  

Padre aiutaci a conoscerti di più, ad avere più fede in te, a comprendere di più e mettere in pratica la tua Parola, aiutaci a camminare per la Via della Verità, aiutaci ad avere più carità nella pienezza dello Spirito Santo. Dio benedica le nostre vite!

A seguire, parte 3: il Cristo della gloria alla destra del Padre.

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