Pentecostali nel mondo

Roma, Giovedì 22 Ottobre 2026 23:25

Salmo 121

il Signore è quel che ti guarda"Io alzo gli occhi a' monti, per vedere onde mi verrà aiuto. Il mio aiuto verrà dal Signore che ha fatto il cielo e la terra. Egli non permetterà che il tuo piè vacilli; il tuo Guardiano non sonnecchia. Ecco, il Guardiano d'Israele non sonnecchia, e non dorme. Il Signore è quel che ti guarda; il Signore è la tua ombra, egli è alla tua man destra. Di giorno il sole non ti ferirà, nè la luna di notte. Il Signore ti guarderà d'ogni male; Egli guarderà l'anima tua. Il Signore guarderà la tua uscita e la tua entrata, da ora, e fino in eterno".

Le malattie mentali: quel letto nell'inferno

in Cristo è la nostra saluteLa caduta del primo uomo segna l’ingresso della morte ed un suo legame indissolubile con il tempo della vita. La morte e la resurrezione di Cristo consegnano per fede quella Via della Verità che conduce alla Vita eterna. Nel mezzo, un uomo debole, un vaso fragile che seppure ripieno dell’Amore di Cristo, resta esposto alle intemperie ed agli assalti della natura. Nella debolezza e nelle sofferenze che possiamo attraversare, Dio rivela la Sua perfetta maestà. Uno dei mali peggiori di questo tempo è rappresentato dalle malattie mentali; difficili da inquadrare, difficili da curare e difficili da gestire. Sempre più spesso, le cronache ci riportano casi di suicidio ricollegati a malattie mentali che non solo coinvolgono il “malato” ma anche i familiari più stretti. Anche i cristiani possono essere “toccati” da queste patologie invalidanti. Forme più o meno profonde di scoraggiamento, apatia e quindi depressione si ritrovano anche nel Vecchio Testamento. Giobbe si esprime nella sua infermità dicendo: “in questo stato io non sono in me stesso” (9:35). “L’anima mia si annoia della mia vita … Io parlerò nell’amarezza dell’anima mia” (10:1). “Quando mi leverò? Quando sarà passata la notte?” (7:4). Ancora, il Re Davide si esprime dicendo: “Il mio cuore è angosciato dentro me. E spaventi mortali mi sono caduti addosso. Paura e tremito mi è sopraggiunto; e terrore mi ha coperto” (Salmo 55:4-5). Tutti siamo fragili e tutti siamo esposti. Non siamo contrari alla medicina ed ai farmaci ove necessari; anzi, possa Dio guidare quanti svolgono attività sanitarie. Ma il Signore è il Creatore dell’universo ed Egli è il Signore delle nostre vite. Qualunque cosa accada, foss’anche in un attimo residuo di lucidità, rivolgiamoci a Dio con fede e confidiamo in Lui. Come dice Davide: “Io ho cercato il Signore, ed Egli mi ha risposto” (Salmo 34:4) perché “il nostro aiuto è nel Nome del Signore, che ha fatto il cielo e la terra” (Salmo 124:8). Preghiamo per quanti stanno attraversando il deserto di queste malattie o altre e sono nell’angoscia e nella disperazione. Preghiamo per quanti non sono più nelle condizioni di pregare o non ne hanno più la forza. Il popolo di Dio è chiamato ad intercedere sempre. E Dio - che è buono e misericordioso – non mancherà di intervenire secondo la Sua volontà sovrana. Perché nessun luogo dell’anima è troppo profondo o lontano per essere raggiunto dalla carità di Dio: “se mi metto a giacere nel soggiorno dei morti, eccoti quivi” (Salmo 139:8). “Quand’anche attraversassi la valle dell’ombra della morte, male alcuno io non temerei, perché Tu sei con me” (Salmo 23:4). Perché Cristo è morto per noi e la Sua promessa è: “Io sono con voi in ogni tempo, sino alla fine del mondo” (Matteo, ultimo capitolo, ultimo verso).       

Oltre l’apparenza del bianco o nero, la perfetta carità di Cristo. Tutti i colori del perdono.

la perfetta carità di CristoNel suo tempo, le azioni di Gesù furono quelle di un rivoluzionario, di un trasgressore, secondo la casta sacerdotale. Nel Vecchio Testamento, oltre 300 profezie descrivevano la venuta del Messia. Avevano letto, erano capaci di ripetere le scritture ma la Verità di Cristo non aveva inciso i loro cuori, rimanendo nella cecità spirituale. Così Gesù partecipa alle feste, frequenta peccatori, tocca e si fa toccare, guarisce, sfama, resuscita, si ferma a parlare al pozzo con la samaritana, guarisce il figlio di un soldato romano, all’ingresso del tempio rivolta le gabelle dei mercanti … ed alla donna adultera dice: “Io ancora non ti condanno; va, e da ora innanzi non peccare più” (Matteo 8:11). I nostri giudizi sono rapidi, superficiali, malvagi, pronti ad ingabbiare nel bianco o nero; comunque, sempre pronti a condannare. Ma l’amore di Cristo conosce tutti i colori del perdono perché procedono dalla sapienza del Creatore. Il popolo di Israele - ma alla fine ognuno di noi – condanna Cristo come ladro, malfattore e bestemmiatore; e questo giudizio gli riserva la croce, secondo il piano divino. Questo è l’uomo con il suo giudizio. Cosa fa invece Cristo negli ultimi istanti della sua vita terrena? un malfattore è in croce al suo fianco, riconosce Cristo Gesù come Dio, e lo prega: “Signore, ricordati di me, quando sarai venuto nel tuo regno. E Gesù gli disse: Io ti dico in verità, che oggi tu sarai con me in paradiso” (Luca 23:42-43). Perché “Iddio non ha riguardo alla qualità delle persone; anzi, in qualunque nazione, chi lo teme, ed opera giustamente, gli è accettevole ..” (Atti 10:34-35). Perché Dio guarda oltre, guarda negli abissi del cuore  ed alla fine, per chi si arrende a Lui, la preghiera e la santità vanno oltre le parole per divenire un luogo alla presenza del Padre. “.. Cristo abiti nei vostri cuori per la fede. Affinché, essendo radicati, e fondati in carità, possiate comprendere, con tutti i santi, qual sia la larghezza, e la lunghezza, e la profondità, e l’altezza, e conoscer la carità di Cristo, che sopravanza ogni conoscenza; affinché siate ripieni fino a tutta la pienezza di Dio” (Efesi 3:17-19).

A Dio sia la gloria.  

Innestati in Cristo

innestati in Cristo"... mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per la morte del suo Figliuolo; molto maggiormente, essendo riconciliati, saremo salvati per la vita d'esso" (Romani 5:10). L'apostolo Paolo riesce in un verso a catturare ed esprime tutto il piano meraviglioso che scaturisce dalla croce: dalla morte in Adamo alla vita in Cristo. "... per la vita d'esso", cioè non "mediante" ma "nella" Sua vita. Per Cristo siamo perdonati, giustificati e riconciliati al Padre; ma il piano divino non si ferma a questo: noi siamo "in Cristo", uniti a Lui, e dunque custoditi per la salvezza "nella" Sua vita. In questo verso troviamo le parole di Gesù a Nicodemo: tu devi nascere di nuovo! (Giovanni 3), cioè morire a te stesso, alla carne, all'appartenenza ad Adamo e rinascere a nuova vita in Cristo, dove Cristo stesso è la tua vita. Perchè se il seme non muore non porta frutto; ma se muore ne porta in abbondanza (Giovanni 12:24). Per questo Paolo, verace testimone di Cristo, afferma: "Io son crocifisso con Cristo; e vivo, non più io, ma Cristo vive in me" (Galati 2:20). "Non vi è nè Giudeo, ne Greco; non vi è nè servo, nè libero; non vi è nè maschio, nè femmina... tutti siete uno in Cristo Gesù. Ora, se siete di Cristo, siete dunque progenie d'Abramo, ed eredi secondo la promessa" (Galati 3:28-30). 

"Or il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. Ma ringraziato sia Iddio, il quale ci dà la vittoria per il Signore nostro Cristo Gesù" (1 Corinzi 15:56-57).

Dove sono i veri profeti? (A. W. Tozer)

Dove sono i veri profeti?«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe!» (Luca 10:2). Il dono del discernimento profetico è una necessità assoluta del nostro tempo. Un profeta è una persona che conosce l’epoca in cui vive e ciò che Dio sta cercando di dire ai suoi contemporanei.  Ciò che Dio ha da dire alla sua Chiesa, in qualsiasi epoca, dipende dalla condizione morale e spirituale in cui la Chiesa versa nonché dalle necessità spirituali del momento. Quei profeti prescrivevano la verità come una medicina divina che veniva proclamata con vigore quando il popolo ne aveva bisogno. Essi predicavano speranza quando il popolo era giù di morale, obbedienza quando diventavano negligenti, purezza quando l’immoralità prendeva il sopravvento, umiltà quando erano troppo orgogliosi, e pentimento quando cadevano nel peccato. I capi religiosi che continuano a esporre le Scritture meccanicamente senza considerare la situazione religiosa attuale non sono migliori di quegli scribi e dottori della legge dei tempi di Gesù che recitavano scrupolosamente i precetti della Legge ignorando completamente ciò che accadeva intorno a loro nel campo spirituale. Essi somministravano la stessa dieta a tutti, apparentemente senza rendersi conto che esiste il «cibo a suo tempo». I profeti non hanno mai fatto errori di questo genere né sprecato le loro energie in quel modo. Essi hanno sempre parlato delle condizioni nelle quali si trovavano i loro contemporanei. Oggi noi abbiamo bisogno di predicatori profetici; non soltanto predicatori che espongono le profezie, ma predicatori che hanno il dono della profezia. Manca la parola di sapienza. C’è bisogno del dono del discernimento sui nostri altari. Non necessitiamo l’abilità di predire, ma quella potenza di interpretazione e penetrazione spirituale affinché siamo in grado di valutare lo scenario religioso dal punto di vista divino e di capire ciò che in realtà sta accadendo. Per rinvigorire il Cristianesimo sono necessari altri mezzi di quelli utilizzati finora. Se la Chiesa nella seconda metà di questo secolo deve riprendersi dalle ferite subite nella prima metà del secolo, occorre che appaia un nuovo tipo di predicatore. Non abbiamo certamente bisogno del tipo rappresentato dal capo della sinagoga corretto, né di quello del sacerdote che svolge i suoi doveri, riceve la sua paga e non fa domande, né di quello del pastore eloquente capace a rendere il Cristianesimo accettabile a tutti. Essi sono stati messi alla prova e sono stati trovati mancanti. Occorre che sorga, in mezzo a noi, un altro tipo di capo religioso. Egli deve avere le caratteristiche del vecchio tipo di profeta, un uomo che ha visto la visione di Dio e ha sentito la voce che procede dal Trono. Quando egli apparirà (e prego Iddio che sarà più di uno), si opporrà a tutto ciò che la nostra civilizzazione affettata e adulatrice tanto ama. Le sue denunce e proteste nel nome di Dio gli porteranno l’odio e la resistenza di una gran parte dei cristiani. Un uomo di quello stampo sarà probabilmente caratterizzato da semplicità, vigore, schiettezza e sarà un po’ in collera con il mondo. Amerà Cristo e le anime al punto di essere pronto a morire per la gloria dell’Uno e per la salvezza degli altri. Ma nessun essere vivente gl’incuterà timore. La Chiesa deve recuperare i doni dello Spirito, e sono convinto che il dono più importante di cui abbiamo bisogno oggi, è quello della profezia.

Aiden Wilson Tozer (1897 - 1963)

Parola di Dio

Hai una domanda sulla Parola di Dio o sulla vita cristiana? Scrivici

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

EventiPer incontri di evangelizzazione, preghiera, studi biblici, scrivi alla nostra redazione.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

TestimonianzeVuoi raccontare in breve la Tua testimonianza? Inviala alla nostra redazione, che dopo averla selezionata, se la riterrà di edificazione la pubblicherà sul sito alla sezione “testimonianze” (le grandi opere che il Signore compie) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Donazioni

Donazioni per questo progetto

AREA RISERVATA

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.

Cliccando sul pulsante accetta acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più, consulta la privacy policy.