Profondità eterna della Croce
"Poichè Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figliuolo affinchè chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia la vita eterna" (Giovanni 3:16). In questo verso c'è la sintesi perfetta di tutta la Parola di Dio e di tutto il suo amore per l'umanità. La pietra angolare è Cristo; la Croce è il progetto universale di salvezza per grazia, offerto gratuitamente a quanti si ravvedono ed accettano per fede il Messia come proprio personale salvatore. Non c'è mai stato e mai ci sarà Amore più profondo della Croce; un amore eterno, capace di avvolgere tutti i tempi, sino alla fine dei tempi. Un Amore che non ha riguardi personali perchè procede direttamente dalla fonte di Dio. Meravigliosa profondità della Croce ... che onore partecipare alla sua mensa ... "Gesù, preso il pane, e fatta la benedizione, lo ruppe, e lo diede a' discepoli, e disse: "prendete, mangiate; quest'è il mio corpo. Poi, preso il calice, e rendute le grazie, lo diede loro, dicendo: bevetene tutti. Perchè quest'è il mio sangue, ch'è il sangue del nuovo patto, il quale è sparso per molti, in remissione de' peccati" (Matteo 26:26-28).
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Molti sono delusi o si sentono traditi dalla propria chiesa, sia essa quella cattolica, o evangelica, o dei testimoni di Geova, o di altre denominazioni. Dio è fedele e non delude mai! Il problema nasce da un equivoco: il fatto di guardare gli uomini anziché Cristo e di chiamare chiesa quella che chiesa non è, secondo l'Evangelo di Cristo e come bene descritta negli Atti degli Apostoli. La Chiesa è fondata sul ravvedimento (Atti 2:38), sulla nuova nascita (Giovanni 3:3) e sul battesimo (Atti 2:38). A questo deve conseguire una vita di fede, santa, ripiena di Spirito Santo, conforme al carattere di Cristo ed alla Parola (Atti 2:41-47): per questo, Gesù stesso dice: "Voi dunque li riconoscerete dai loro frutti. Non chiunque mi dice Signore, Signore, entrerà nel regno de' cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio, che è ne' cieli" (Matteo 7:20-21). Quindi: se sei deluso ed amareggiato dalla religione, fermati, apri i Vangeli ed incontra il Messia, la Via, la Verità e la Vita. Egli soltanto può portarti ad avere pace con Dio e trasformare la tua vita; perchè alla Croce ha aperto quella Via che è l'unica Verità verso la Vita eterna. Per grazia, soltanto per grazia. "Giustificati dunque per fede, abbiam pace presso Iddio, per Gesù Cristo, nostro Signore" (Romani 5:1).
La profondità della Croce ci fornisce il numero dei colori del perdono: infinito. Per questo, Gesù può dire alla adultera: va, nemmeno io ti condanno (Giovanni 8:11); alla Maddalena: i tuoi peccati ti sono rimessi perchè hai amato tanto (Luca 7:47); ed al ladrone in croce: "oggi tu sarai con me in paradiso" (Luca 23:43). Profondità della Croce! immensità della grazia.
Anche se ti sei perso, vicino a te c'è la Croce. Ancora prima della fondazione del mondo, Dio disse: facciamo la Croce, sia la Croce. Per questo, ogni nascita è già all'ombra della Croce, "poichè Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinchè chiunque creda in Lui non perisca ma abbia la vita eterna" (Giovanni 3:16). Anche se ti sei perso, fermati ai piedi della Croce, ammetti i tuoi peccati, i tuoi errori, tutti i tuoi fallimenti, ravvediti e rinasci con Cristo. Abbraccia quella grazia che soltanto ai piedi della Croce puoi trovare. Ritorna a vivere in Cristo. Una nuova vita ed un nuovo viaggio sono possibili; soltanto perchè una Via è stata provveduta per quella Croce che è divenuta la Via, la Verità e la Vita (Giovanni 14:6).
"Perchè nessuna carne sarà giustificata dinanzi a lui per le opere della legge; poichè per la legge è data conoscenza del peccato. (...) Poichè tutti hanno peccato, e sono privi della gloria di Dio. Essendo gratuitamente giustificati per la grazia d'esso, per la redenzione ch'è in Cristo Gesù. Il quale Iddio ha innanzi ordinato come sacrificio propiziatorio col suo sangue, mediante la fede; per mostrare la sua giustizia, per la remissione dei peccati, che sono stati innanzi, nel tempo della pazienza di Dio. (...) Dov'è dunque il vanto? Egli è escluso. Per qual legge? Delle opere? No; anzi, per la legge della fede. Noi dunque concludiamo che l'uomo è giustificato per fede senza le opere della legge" (Romani 3:20; 4:23-28). "E se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, grazia non è più grazia; ma, se è per opere, non è più grazia; altrimenti, opera non è più opera" (Romani 11:6). "Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Iddio, per Gesù Cristo, nostro Signore" (Romani 5:1).


